Che cosa significa davvero rappresentare? I vocabolari dicono: agire per conto di altri, tutelandone i diritti e gli interessi. Ma come si traduce, concretamente, questo principio nella vita quotidiana di un Consiglio d’Istituto?
I genitori del Virgilio sono numerosi (anche se un po’ meno numerosi degli scorsi anni) e certamente non la pensano nello stesso modo su molte cose, anche importanti. Non sarebbe tecnicamente possibile, salvo circostanze straordinarie, pensare di fare sondaggi per accertarsi di come si esprimerebbe la maggioranza dei genitori. Ma poi è questo rappresentare? Accertarsi che venga espressa la posizione della maggioranza?
Noi abbiamo deciso, se saremo eletti, di interpretare il nostro ruolo alla luce dell’interesse che accomuna per definizione tutti noi: fare in modo che la scuola che i nostri figli frequentino diventi sempre più un contesto educativo positivo, funzionante, sereno e capace di accogliere e non di espellere.
Già in questo ci dichiariamo non neutrali: ci opporremo sempre a una visione della scuola che scarta chi fa fatica in nome dell’efficienza, ad esempio. Crediamo invece nel confronto, anche quando è scomodo: nel mettere sul tavolo le difficoltà di tutti — studenti, famiglie, insegnanti, personale ATA, dirigenza — per provare insieme a costruire soluzioni..
Questo determina anche la modalità con cui cercheremo di agire: dialogo, cura, gentilezza, mediazione. Mediazione in un’epoca di tifoserie, sembra una parolaccia: suona sinonimo di indifferenza e di paraculaggine. Secondo noi invece è una scelta attiva e quotidiana di pace, di ascolto e di non violenza. Sono valori che la scuola pubblica, e il Virgilio in particolare, dovrebbero incarnare con orgoglio, in un momento storico in cui si promuovono e praticano conflitto, violenza e prevaricazione, a partire dai linguaggi che si usano.
E poi c’è un’altra idea che ci guida: quella di bene comune. Una scuola è una comunità viva, dove l’attenzione ai singoli deve sempre convivere con la “grande ambizione” del collettivo. È questa, forse, la sfida più bella e più difficile: imparare e insegnare ai nostri figli cosa significa far parte di un “noi”. È ciò che abbiamo desiderato per loro, iscrivendoli al Virgilio. Ed è ciò che porteremo, se saremo eletti, in ogni nostra azione al Consiglio di Istituto.
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